Matera
La redazione del ricorso per cassazione civile. Come andare indenne dalla dichiarazione di inammissibilità

Lunedì 01/04/2019



Matera - Palace Hotel
Matera - Piazza Michele Bianco n. 1


L’intrecciarsi di novità normative ed evoluzione giurisprudenziale ha reso particolarmente complicato il compito del professionista che si accinga a predisporre un ricorso per cassazione, per la semplice ragione che da un lato si sono introdotte regole nuove in merito al contenuto degli atti, e dall’altro sono aumentate le cause (e quindi i rischi) di inammissibilità.
Scopo del corso è rappresentare all’avvocato le più comuni insidie che la redazione del ricorso per cassazione presenta, così da consentirgli di ottenere una pronuncia sulla sostanza dell’impugnazione proposta e non, come sempre più frequentemente accade, una dichiarazione di inammissibilità adottata in poche battute con ordinanza della sesta sezione.

PROGRAMMA


I PRINCIPALI RISCHI DI FALLIRE PRIMA ANCORA DI COMINCIARE
- Quali provvedimenti si possono impugnare e quali no
- Quando si può proporre il ricorso straordinario
- Che cos’ha di «speciale» la procura per il ricorso per cassazione
- L’osservanza dei termini per la proposizione del ricorso per cassazione:
- casi in cui il termine «breve» è inferiore a quello ordinario di 60 giorni
- casi in cui la comunicazione integrale del provvedimento da impugnare incide sulla decorrenza del termine per il ricorso per cassazione
- L’onere del ricorrente di comprovare la tempestività del ricorso per cassazione e la svolta delle Sezioni Unite in tema di deposito di «copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione»
- Cosa accade quando il ricorrente allega che il provvedimento gli è stato notificato, ma non lo comprova
- Il trabocchetto della riduzione della sospensione feriale

IL CONTENUTO DEL RICORSO PER CASSAZIONE
- Oggetto del ricorso per cassazione
- L’indicazione dei motivi per i quali si chiede la cassazione, ex art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c., e le conseguenze dell’errore nell’indicazione numerica di cui all’art. 360 c.p.c.
- I motivi compositi: denuncia simultanea di violazione di legge e vizio di motivazione o vizio del procedimento
- Il necessario carattere di specificità dei motivi
- L’ultima posizione delle Sezioni Unite sulla immotivata contrarietà alla giurisprudenza di legittimità, ex art. 360 bis

LA DENUNCIA DEL VIZIO DI VIOLAZIONE DI LEGGE
- Che cosa vuol dire la locuzione «norme di diritto».
- Il caso in cui la norma di diritto non è una norma sostanziale, ma processuale (error in iudicando de iure procedendi)
- Che cos’è la «violazione» e che cos’è la «falsa applicazione»
- Come denunciare la violazione di legge senza scivolare nel «fatto»
- La distinzione tra giudizio di fatto e giudizio di diritto e il sindacato del giudice di legittimità in presenza di clausole generali e concetti elastici o indeterminati. In particolare, il controllo della violazione dei canoni ermeneutici di interpretazione del contratto e delle regole del ragionamento presuntivo
- La violazione del giudicato esterno come violazione di legge

NULLITÀ DELLA SENTENZA O DEL PROCEDIMENTO
- L’error in procedendo
- Come va fatta la censura al fine di evitare l’inammissibilità: il «mero» vizio del processo
- Che cosa significa che, in caso di errores in procedendo, la Corte è giudice del «fatto processuale»: anche la denuncia di errores in procedendo deve essere autosufficiente
- Entro quali limiti si possono denunciare: a) la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art. 112); b) la violazione del principio di disponibilità delle prove (art. 115); c) la violazione del principio del prudente apprezzamento (art. 116)

IL VIZIO DI MOTIVAZIONE
- Che cosa significa «omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti». La riduzione dell’obbligo di motivazione al minimo costituzionale e lo spazio residuato alla denuncia del vizio motivazionale
- Qualche spunto nel senso di una maggiore apertura (Cass. 5 luglio 2017, n. 16502)

L’AUTOSUFFICIENZA DEL RICORSO PER CASSAZIONE
- L’«esposizione sommaria dei fatti di causa». I principali errori che si possono commettere L’esposizione dei fatti può stare nei motivi? Ricorsi spillati e assemblati
- Che cosa vuol dire «autosufficienza» oggi
- Come si predispone un motivo autosufficiente e quali indicazioni esso deve contenere

IL RICORSO PER CASSAZIONE EX ART. 348 TER C.P.C.
- Le trappole del ricorso per cassazione contro la sentenza di primo grado quando il giudice di appello ha dichiarato inammissibile l’impugnazione per mancanza di probabilità di accoglimento.
- Che cosa si impugna, in generale? La sentenza o l’ordinanza?
- È impugnabile per cassazione l’ordinanza dichiarativa dell’inammissibilità pronunciata dopo il rinvio per trattazione? E prima ancora di tale udienza?
- Dichiarazione di inammissibilità dell’appello con ordinanza per ragioni processuali. È necessario impugnare l’ordinanza o si può impugnare la sentenza?
- Dichiarazione di inammissibilità dell’appello con ordinanza al di fuori dei casi previsti dalla legge. Che cosa occorre impugnare?
- Si possono impugnare con distinti atti, ed entro quale termine, l’ordinanza dichiarativa dell’inammissibilità e la sentenza di primo grado?
- Quando si impugna per cassazione la sentenza, bisogna dire quali erano i motivi d’appello e qual è il contenuto dell’ordinanza di inammissibilità?
- Ci sono ulteriori adempimenti formali da rispettare in caso di impugnazione della sentenza di primo grado? Va in particolare prodotta la copia comunicata-notificata dell’ordinanza?
- Qual è il termine a quo per l’impugnazione della sentenza di primo grado a seguito della dichiarazione di inammissibilità?
- Qual è il termine a quo per impugnare la sentenza di primo grado se l’ordinanza di inammissibilità è stata pronunciata in udienza?
- Che cosa deve fare il ricorrente per cassazione contro la sentenza di primo grado per fruire del termine lungo per l’impugnazione?